La Gilda dell’ARTE


fuoriResidenza Artistica
Altrovivere – La Gilda dell’Arte


                                                ” La terra ci rende liberi!”
La residenza artistica Altrovivere è a partecipazione su invito, gli artisti coinvolti sono chiamati a convivere per un breve periodo e ad interrogarsi insieme sul tema uomo-natura, al fine di creare opere originali in relazione alle varie tematiche trattate e vissute.
L’obiettivo finale è quello di creare un gruppo di lavoro coeso, unito dall’esperienza, che darà luogo ad una mostra collettiva.
Altrovivere oltre ad essere un luogo fisico: un bosco incontaminato affacciato sul lago di Garda, raggiungibile con fuoristrada e un breve sentiero, è anche un luogo mentale ben preciso, che rende le tematiche affrontate vicine e vissute pragmaticamente, è inoltre promotore dell’iniziativa e direttore artistico insieme all’ideatrice Laura Ghirlandetti (critica d’arte e curatrice freelance).

Ai fini dell’esperienza sarà fondamentale abbracciare un atteggiamento di base, e certe “caratteristiche” che rendono questo luogo un possibile detentore di un modo di vivere differente, guidato da alcuni principi spesso dimenticati: un atteggiamento naturalmente aperto all’altro, al suo rispetto, alla convivialità, alla cooperazione (piuttosto che alla competizione), all’inclusione, ed alla sperimentazione ed esplorazione, oltre che alla collaborazione.
Importante sarà lo scambio delle conoscenze, e delle riflessioni circa le tematiche affrontate: ecologia, resilienza, transizione, sostenibilità, permacultura, autosufficienza, sociocrazia, economia circolare…
I giorni saranno scanditi da vari momenti che andranno dalla conoscenza reciproca, all’approfondimento, all’esplorazione del luogo, alla creazione, alla collaborazione nella preparazione dei pasti.
Importante sarà quindi oltre alle caratteristiche sopra menzionate l’atteggiamento di disponibilità e l’ascolto reciproco.
Vogliamo interrogarci per immaginare, e iniziare a progettare e creare un nuovo mondo… Per essere noi stessi l’espressione di un’ alternativa.

“Sogno – in attesa di viverlo – il momento in cui sarà lanciata in cielo l’angioleria (un diavulerì). Scombinate le impalcature di borsa, economia, eserciti e finanza. Nell’etere –
un vero paradiso – prevarrà la musica.
Informazioni? Quelle che assistono l’uomo nella coltura del proprio terreno. Gli dai la cognizione di come si dissoda, si frange, si ara, si insemina, si rastrella, si diserba, si pota, si eliminano i parassiti, si raccoglie, si infarina, si impasta, si ruota, si tempera, si alleva, si prepara, si cucina, continua continua, si usano le mani.
Lui si fa capace e libero, ovunque sia.
Se vorrà emigrare lo farà per autonoma decisione, e non perchè braccato dalla fame, miseria e oppressori.
Non ne avrà peraltro alcuna voglia (se non per interesse suo e di turismo); ogni luogo diverrà città del sole; i figli sovrani assieme, nei campi, e protetti assieme, nelle scuole; le donne e gli uomini orgogliosi,
perchè senza la necessità del denaro.
Tu l’hai ben capito, Pablo: l’unica via che ci avvicini a quel momento, è proprio il rispetto, sin d’ora, di acqua, mare, campi, colture, boschi, monti, quanto serve la reciproca vita. L’amore – ben prima di ogni altro interesse – di chi opera bene, di chi utilizza le messi, la raccolta, la brucature delle olive, la vendemmia, la cura del bestiame, l’artigianato del pane, delle conserve, dei formaggi, dei salumi; ancora: continua continua.”

(da “Le parole della terra” Luigi Veronelli)